23/04/2012

Dedicarsi al Re.

Questo è un articolo fuori programma, che interrompe per una settimana il ciclo dedicato alla figura di Satana, iniziato la scorsa settimana.

Accendendo il computer, è partito il programma che mi presenta quotidianamente e casualmente un passo dalle Sacre Scritture. Nel riquadro si leggeva questo:

Salmo 41 : 1

1 - Mi ferve in cuore una parola soave; io dico: «L'opera mia è per il re; la mia lingua sarà come la penna di un abile scrittore».

Mi sono fermato a riflettere su queste poche parole, e nella mia mente ho identificato il re come la figura di Gesù Cristo, Colui che è degno di ogni onore e di ogni amore.

Il sottotitolo del salmo è: Al direttore del coro. Sopra «i gigli». Dei figli di Core. Cantico. Canto d'amore.

Solo dopo ho riflettuto sul fatto che quel salmo non era di Davide (come quasi tutti gli altri), ma di altro autore, e dedicato al re di Israele, cioè Davide stesso, ma questo non ha spento le riflessioni che le parole appena lette avevano fatto scaturire in me.

Meditiamo dunque un attimino sulla figura dell'autore di questi versi: una persona che ama talmente il proprio Re al punto da dedicare a Lui tutta la sua opera, al punto da paragonare la sua stessa lingua alla "penna di un abile scrittore" che descrive le virtù, le bellezze e le meraviglie del suo Signore.

E mi son ritrovato a domandarmi: "Chi degli uomini e delle donne nostri contemporanei arriva ad amare Gesù al punto di dedicarGli veramente tutta la vita in ogni azione?

images?q=tbn:ANd9GcT40Byn_LPmQRH00P7bdQ6XB-hYgwsPQFLqOrEU_MJl5A_std2TLQNella Parola di Dio è spiegato come la lingua sia uno strumento potentissimo, più malefico della spada, più letale di qualunque arma. Eppue, la stessa lingua può essere portatrice di benedizione; è lo strumento con il quale lodiamo l'Eterno e dichiariamo il nostro amore per Lui.

E, secondo voi, cari lettori: è possibile che da una fonte che fornisce acqua buona da bere possa talvolta uscire veleno, o viceversa?

Cosa vorrà mai dire questo poeta, quando parla di una lingua che "sarà come la penna di un abile scrittore"?

Alla luce di queste riflessioni, mi chiedo quanti di noi (incluso me stesso) adoperano la loro lingua per scrivere poemi alla Gloria di Dio. E la risposta, guardando me stesso, è semplicemente vergognosa: "Pochi, veramente pochi!"

Forse, cari amici lettori, non è questo il modo giusto per adorare ed onorare Colui che è morto per noi in Croce, "affinchè chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia Vita Eterna". Forse è giunto il momento di riflettere sul nostro modo di essere Cristiani. Stiamo onorando il Re come a Lui si conviene, sapendo che Lui ha dedicato la sua vita a noi attraverso la Sua stessa morte in croce?

Non anticipo risposte, perchè so che per me stesso dovrei rispondere con un secco "NO".

Non posso farmi neanche uno scudo del fatto che "tanto Dio è buono...". Si, Dio è buono, ma vuole anche da noi che almeno siamo sinceri quando professiamo il nostro amore per Lui.

L'apostolo Giovanni ammonisce: "Figlioletti miei, non amiamo a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità." (1° Giovanni 3:18). Che ne sarà dunque di noi? Cosa dobbiamo fare? Ecco il consiglio che ci viene dall'Apostolo Pietro:

E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. (Atti, 2:38).

Quando avremo adempiuto a questo, sforziamoci davvero e con tutte le nostre forze (senza trascurare l'aiuto di Dio, che è potente ad ogni cosa) di togliere tutto quanto non onora il nostro Re dalla nostra vita, dalla nostra mente, dal nostro cuore e soprattutto dalla nostra bocca, affinchè tutto il nostro essere e il nostro vivere sia "come la penna di un abile scrittore" che scrive, del continuo, parole ineffabili d'Amore alla Gloriua di Dio!

Dio ci benedica!

15/04/2012

Il Diavolo (Satana) - Le Origini

Rispondendo alla richiesta di alcuni lettori, proponiamo una serie di post che descrivono la figura di Satana, meglio noto come Diavolo, cioè colui che rifiuta la Volontà di Dio, cercando di dimostrare attraverso le Scritture la sua esistenza e di spiegarne le caratteristiche.

I testi di questi post sono estratti dalla Bibbia nella versione "Nuova Diodati", e sostenuti da stralci tratti dal libro "Le Dottrine della Bibbia", edito da ADI Media. L'Autore degli articoli provvederà a raccordare i vari estratti al fine di rendere l'esposizione fluida e comprensibile a titti.

Leggiamo due passi biblici chiave per capire l'origine del Diavolo:

Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni? Tu dicevi in cuor tuo: "Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell'assemblea, nella parte estrema del nord; salirò sulle parti più alte delle nubi, sarò simile all'Altissimo". Invece sarai precipitato nello Sceol, nelle profondità della fossa. (Isaia 14:12-15)

«Figlio d'uomo, innalza una lamentazione sul re di Tiro e digli: Così dice il Signore, l'Eterno: Tu eri il sigillo della perfezione, pieno di sapienza e perfetto in bellezza. Eri nell'Eden il giardino di DIO; eri coperto d'ogni pietra preziosa: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi e oro; la lavorazione dei tuoi tamburelli e dei tuoi flauti fu preparata per te nel giorno in cui fosti creato. Tu eri un cherubino unto, un protettore. Io ti avevo posto sul monte santo di DIO e camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Tu eri perfetto nelle tue vie dal giorno in cui fosti creato, finché non si trovò in te la perversità. Per l'abbondanza del tuo commercio, ti sei riempito di violenza e hai peccato; perciò ti ho scacciato come un profano dal monte di DIO e ti ho distrutto, o cherubino protettore di mezzo alle pietre di fuoco. Il tuo cuore si era innalzato per la tua bellezza; hai corrotto la tua sapienza a motivo del tuo splendore. Ti getto a terra, ti metto davanti ai re, perché ti vedano. Con la moltitudine delle tue iniquità, con la malvagità del tuo commercio hai profanato i tuoi santuari. Perciò ho fatto uscire di mezzo a te un fuoco che ti ha divorato, e ti ho ridotto in cenere sulla terra sotto gli occhi di quanti ti guardavano. Tutti quelli che ti conoscevano tra i popoli restano stupefatti di te; sei diventato oggetto di terrore e non esisterai mai più». (Ezechiele 28:12-19)

In entrambi i passi profetici il soggetto del discorso è Satana.

La concezione comune di un diavolo con le corna, le unghie spartite, orrendo a guardarsi, è stata presa in prestito dalla mitologia pagana e non dalla Bibbia. Secondo la Bibbia, Satana in origine era Lucifero (letteralmente «il portatore di luce»), il più glorioso degli angeli. Ma egli orgogliosamente aspirava a divenire «simile all'Altissimo» e cadde «nella condanna del diavolo».

Si noti ora lo sfondo del racconto nei passi citati all'inizio del post. Vi sono alcuni che si domandano perché si parla prima ai re di Babilonia e di Tiro e poi della caduta del diavolo. Una delle ragioni è che il profeta descrive la caduta di Satana per uno scopo pratico. Alcuni dei re di Babilonia e di Tiro pretendevano l'adorazione come esseri divini e facevano dei loro sudditi i trastulli della loro smisurata ambizione. Per avvertire questi tali, gli ispirati profeti di Dio sollevarono il velo sull'oscuro passato e descrissero la caduta dell'angelo ribelle, che disse: «Io sarò simile a Dio».

La lezione era questa: se Dio punì la superbia di questo grande angelo, non mancherà di giudicare qualsiasi re che osi usurpare il posto di Dio.

images?q=tbn:ANd9GcTsjnRG2fRvzR6o6RMG_L9dFM1PK4UApLWHIl6zF9eJynTiY1PbAwSi noti come Satana tentò di infettare i nostri progenitori con il suo spirito: "E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno". (Genesi 3:15), e come l'orgoglio e l'ambizione delusi lo consumano ancora, tanto che desidera essere adorato come «l'iddio di questo secolo», "nei quali il dio di questo secolo ha accecato le menti di quelli che non credono, affinché non risplenda loro la luce dell'evangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio." (2* Corinti 4:4), un'ambizione che sarà temporaneamente soddisfatta quando si incarnerà nell'Anticristo.

Come condanna per la sua perfidia, Satana fu scacciato dal cielo, insieme ad un gruppo di angeli che si erano uniti alla sua ribellione. Successivamente, egli cercò di guadagnarsi Eva come alleata, ma Dio fece fallire il suo piano e, come abbiamo appena letto, disse: «Io porrò inimicizia tra te e la donna» (Genesi 3:15).

08/04/2012

La Settimana "Santa" . Nota Evangelicale

Il racconto del post precedente, trascritto da Morena (aka Stella del Lago) non è originale, ma recuperato da Internet, ed apparirebbe essere la traxcrizione di una Omelia per la Messa della Domenica delle Palme..

Lo scopo della sua pubbliucazione è quello di dare una risposta filosofica, anche se basata sulle Scritture, a chi si domanda cosa voglia rappresentare la "settimana Santa".

In tale narrazione si fa cenno a un passo molto importante della Scrittura. L'Apostolo Paolo, scrivendo ai Filippesi, sottolinea un aspetto che nessun Cristiano dovrebbe mai dimenticare.

Leggiamo insieme la lettera di Paolo Apostolo ai Filippesi, nel capitolo 2, dal verso 5 al verso 11:

Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l'essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell'esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

Ecco, questo è il Cristo che entrò in maniera trionfale in Gerusalemme, ben consapevole che chi Lo aveva conosciuto e riconosciuto Lo avrebbe accolto con gioia sperando nella liberazione promessa dai Profeti, ma anche consapevole che avrebbe trovato una gran moltitudine di persone che avrebbero inneggiato alla Sua condanna in Croce.

Ma non ne ebbe paura, perchè sapeva che il Suo sacrificio era necessario e voluto dal Suo Padre Celeste, al fine di dare a tutti coloro che avrebbero creduto in Lui ben altra Liberazione, cioè quella che affranca dal dominio di Satana.

Infatti, è scritto che "Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna." (Giovanni 3.16).

Approfondendo il passo in Filippesi, vediamo dunque un Cristo umiliato fino a morire come un malfattore qualunque, ma poi scopriamo che quella morte era necessaria, perchè solo attraverso quel Sacrificio supremo il "Figliuol dell'uomo" poteva essere innalzato e glorificato fino alla Glora del Trono di Dio, per essere Sacerdote e Re di tutti coloro che Lo avrebbero riconosciuto, accettato e servito.

Questa è la nostra Pasqua, allor quando noi che avremo accettato il Sacrificio di Gesù come unico atto che può salvare la nostra anima, ci saremo umiliati davanti a DIO, riconoscendone la infinita Potenza ma anche il Suo infinito Amore.

E sarà Egli stesso a innalzarci al Trono della Sua Gloria, esattamente così come ha già innalzato Gesù, per mezzo del quale anche noi potremo gridare con Potenza: "Abba, Padre!"

Concludo con questi due versi dalla Parola di Dio: E disse: «Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi». (Marco, 14:36) - Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per cadere nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo: «Abba, Padre». (Romani, 8:15)